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“Quello di Marylou è un rulo immenso, senza limiti”.
Kristen, On The Road è un film speciale per lei.
“E’ uno dei primi romanzi adulti che ho letto, il primo che mi ha completamente conquistato, perfino ossessionato. Mi ha aperto porte e orizzonti, imparato ad andare all’esplorazione di me stessa. E poi io amo i diari, le cronache, i racconti vissuti. Soprattutto quando il punto di vista è quello di un outsider. OTR non è solo un romanzo, è un insieme di realtà e invenzione, un mix tra quel che è successo e il punto di vista di Jack. Mi piace la verità dei personaggi, la quantità di informazioni su di loro che giungono a noi intatte”.
Che sfide le ha posto il personaggio di Marylou?
“Sono dovuta andare ad esplorare territori emotivi nei quali non era mai stata prima. Ho dovuto spingermi avanti, trovare dentro me stessa corde che nemmeno sapevo di possedere. E’ un personaggio senza limiti, una donna capace di instaurare rapporti unici. Un personaggio che ammiro enormemente ma che non mi appartiene. Non sono capace, come Marylou, di vivere le cose in modo così spontaneo ed estremo, felice di cogliere il momento. Io somiglio più a Sal, sono una che resta a guardare. Interpretare questo film per me ha significato riuscire a vivere dentro il mio libro preferito, ringrazierò sempre Walter Salles per questo”.
Emozionata o preoccupata di andare al Festival di Cannes?
“Tutt’e due le cose. Più felice, però, perché Cannes è il luogo più importante per un film e io ci andrò con una squadra di cui sono fiera. La cosa che più mi piace di questo lavoro è il senso di gruppo, l’energia creativa che ti scambi quando sei sul set. E’ una sensazione intima, anche fisica. Poi ti vedono in milioni e la cosa non è più intima e personale, ma qualcosa di quella energia rimane. E’ su questa base che faccio le mie scelte”.
Anche per quanto riguarda le saghe miliardarie?
“Ho una grande base di fan, è vero. Ma faccio le mie scelte sono seguendo l’istinto. Rivendico la purezza dell’outsider, l’assenza di calcoli. E’ stato così per Twilight e per Biancaneve”.
Lei è un modello per milioni di adolescente, sente la responsabilità?
“Le persone scelgono da sole il proprio modello. Io sono onesta con me stessa e non mi vergogno di nulla di quel che ho fatto. Non bisogna progettare di dare un’idea di se stessi agli altri. Tu devi vivere la tua vita, le tue esperienze, il tuo lavoro. La gente poi prende quello che le interessa”.
Quando non è sul set cosa fa?
“Leggo molto. Mi piace Henry Miller. Recentemente ho letto anche il Disprezzo di Alberto Moravia, poi ho visto un pezzo del film che ne è stato tratto. Mi sono immedesimata nelle ossessioni, nella paranoia del protagonista, anche se non sono le mie. E poi, nel tempo libero, scrivo. Non mi interessa la narrativa: sono sempre alla ricerca di pensieri, di frasi, anche solo parole”.
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