lunedì 21 maggio 2012

Intervista a Cronenberg con un programma tedesco

 Ecco i video e  la traduzione dell'intervista.
Tedesco


Francese


Continua per leggere anche l'intervista tradotta....


Arrivati a Toronto, è probabile che arriverò al suo hotel su una macchina da gangster. David Cronenberg vive a Toronto, un ambiente pulito e freddo, come una megalopoli americana.
In Cosmopolis, in concorso al Festival di Cannes, si denuncia il mondo finanziario. Eric Packer, il personaggio principale, un giovane miliardario e l'uomo più potente di New York. Fa affari nella sua limousine mentre la città è sull'orlo del caos. Ha adattato il romanzo di Don DeLillo per il suo ventesimo film.

David: Bisogna che il libro si adatti, perchè se si fa un adattamento letterale, si fallirà. Bisogna accettare che si sta facendo un film e non la traduzione del libro.
Stai facendo una cosa nuova, mi ha preso solo sei giorni per scrivere la sceneggiatura e mi creda, è un record.
Ci si può prendere anche un anno per scrivere una sceneggiatura. Ma qui sei giorni, sono stati sufficienti perchè il romanzo ha già una base da film. I primi tre giorni, ho solo copiato i dialoghi senza cambiare nulla, ma l'ho messo in forma di script. Mentre gli altri 3 giorni ho inserito le scene.
Ma dopo aver scritto i dialoghi, mi sono chiesto se era adatto per un film, e la mia risposta è stata sì.  E' davvero molto buono. Tuttavia non ho cambiato le linee del dialogo. il personaggio di Juliette Binoche ha solo una scena nel film, ma è una scena molto lunga. Nel libro, è nel suo appartamento, ma io l'ho messa nella limousine, ho pensato fosse più interessante metterla in un posto più ristretto. Perchè lui ha il potere, Costringe le persone ad andare da lui e anche ai suoi dipendenti di raggiungerlo nella limousine.
Ed è per questo che la scena con Juliette l'ho preferita li e non a casa sua.

Si tratta di una metafora. Quando sei all'interno di una limo, c'è solo il lusso, tutti questi schermi, bevande, cibo, ma ci sono anche i servizi igienici. Abbiamo tutto quello che volete, ma non siamo nel mondo reale. Infatti, quando siamo in limousine, siamo nella mente di Eric. Si siede nella sua testa.
E' simile ad un sottomarino, e allo stesso tempo è ostile e sconosciuto. E' come essere sotto acqua e può respirare solo dentro alla limousine. Se esce, ovviamente, annega. Per tutto il film, scopre che è prigioniero e non ha alcuna libertà. Non da la colpa al sistema, ma è come se il sistema avesse contaminato il suo corpo.
Dal punto di vista politico possiamo dire che è schiavo del capitalismo. Quindi, cerca un modo più scuro e pericoloso per essere libero. Sua moglie gli chiede 'Libero per che cosa? Fino alla rovina e alla morte?' e lui risponde 'Sì'.

Ho cominciato a pensarci quando stavo facendo The Fly. Stavo pensando a Samuel Beckett, drammaturgo irlandese, il testo è semplice e austero. Ma oltre a questa austerità e semplicità, c'è grande complessità.
Questo è ciò che è interessante per me. Mi sono piaciuti i registi come Fellini. Ha fatto film eccezionali e voluttuosi, ma non è il mio temperamento. Ho trovato la mia sobrietà personale, se posso chiamarlo così.
Una sorta di austerità, l'ascesa.
Non ho girato molto e richiede poche scene (credo si riferisca a come adattare un film, ma non riesco a tradurlo bene xD).
Con la maturità sappiamo esattamente quello che vogliamo e le cose sono più accurate. Sappiamo cosa funzionerà. Le rirpese così si semplificano.

Sono sempre stato attento con i soldi, ma non li capisco. Leggo spesso la stampa finanziaria, ma le parole che usano sono più astratte rispetto alla filosofia di Heidegger. Abbiamo inventato i soldi, Sono una  risorsa naturale, vengono dalla società. Tuttavia non possiamo controllarli. Hanno vita propria e possono distruggere le persone.
Quindi il mio rapporto con il denaro è molto semplice. Non investire denaro. Non m'interessa. Cerco di rendere tutto il più semplice possibile.

Traduzione by noi | Fonte

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