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sabato 28 giugno 2014

NUOVA INTERVISTA DI ROBERT CON DETROIT NEWS.

                                              

Il suo nome è Rey, nel modo di apparire, di agire o di parlare non ricorda per niente il vampiro adolescente.

I suoi denti sono storti e ingialliti. I suoi capelli sono tagliati in modo grossolano. E' sporco dalla testa ai piedi, e quando riesce a parlare, borbotta frasi sconnesse, e spesso le ripete senza alcuna buona ragione.

Di certo a poco a che fare con il più bel vampiro del mondo, con i suoi capelli perfettamente acconciati, la pelle scintillante alla Edward Cullen, il protagonista della saga di Twilight. Eppure Rey, un naufrago nel pieno di una caccia all’uomo nel post-apocalittico The Rover, è interpretato con la solita audacia da Robert Pattinson.

"Di solito non vengo scelto per queste parti," ammette Pattinson al telefono da Los Angeles. "Ci sono circa cinque attori che interpretano spesso ruoli bizzarri. Non pensavo di poter arrivare ad essere uno di loro, fino ad ora forse ".

Quanto grande era la voglia di Pattinson di avere la parte? Ha fatto un provino per questa parte. Per ben due volte.

Questo è un ragazzo il cui ultimo film, "Breaking Dawn - Parte 2," ha guadagnato 829 milioni di dollari in tutto il mondo. Ma lui sembra aver capito la necessità di prendere parte al provino.

"Beh, è ​​molto diverso da quello che ho interpretato, per quanto mi riguarda. Non c’era modo di dimostrare davvero che avrei potuto farlo solo discutendone ", dice. "Sarebbe stato un enorme atto di fede".

Pattinson vede nel nervoso e perennemente insicuro Rey una sorta di perdente.

"In un branco di cani c'è sempre uno che accetta totalmente la posizione di beta," dice.

Per aiutarlo a rintracciare la giusta mentalità, il regista David Michod ha consigliato a  Pattinson di guardare il documentario "Bully", che segue le vite di ragazzi che sono costantemente presi di mira. L'attore ha inteso immediatamente.

"La gente ti accusa ripetendoti che c'è qualcosa di sbagliato in te, e lo fa per così tanto tempo che alla fine finisci con il crederci anche tu stesso", dice. "Nessuno si aspetta niente da te, quindi smetti anche di rimuginarci, e finisci con il dipendere da altre persone. Non hai altra scelta. In realtà, l'unica cosa che senti è la paura di tutto".