
PopSugar: Lo scorso ottobre siamo stati molto entusiasti di fare una visita sul set di Biancaneve e il Cacciatore fuori Londra. Abbiamo dato un primo sguardo all'incredibile mondo di Kristen Stewart e delle sue co-star, Chris Hemsworth, Sam Caflin, Charlize Theron, un set riccamente abitato dalle creature di questa fiaba d'azione. Abbiamo potuto sbirciare la straordinaria scenografia e conoscere tutto dai costumi alle scene di lotta. Mentre eravamo lì, abbiamo potuto vedere le conseguenze del piccolo incidente di Kristen avuto mentre tirava un pugno di scena a Chris Hemsworth. Eccovi la nostra intervista a Kristen.
D: C'è qualcosa che ammiri di Biancaneve?
R: Si. E' strano interpretare un personaggio che in realtà non avresti mai potuto incarnare. Il suo spirito colpisce le persone, non ho l'effetto di Biancaneve sulle persone. Non posso essere del tutto disinteressata perché nessuno lo è. E' possibile interpretare un personaggio come quello di una fiaba e riprodurlo con un pieno di integrità. Lei è formata del tutto, ma molto inverosimile dalla realtà delle persone. E' anche forte in un modo molto diverso da quello che ci si aspetta. Forza, si, ma anche gusto. Voglio dire, lei è forte. Può tirare calci. Fa molto male farlo non è come se stai guardando il suo regno scomparire. Non si rimane a guardare, "Si, uccidilo!". In realtà è come se stessi guardando qualcuno fare qualcosa che non solo va contro la tua sensibilità o che non condividi. E' un'eviscerazione. E' una eviscerazione fisicamente, letteralmente. Un milione di ragioni, ma lei è speciale.
D: Ti piace il fatto che lei non è come nella favola perbenista?
R: Si, perché è solo una maschera, anche se qualche volta è leziosa. C'è un'altra cosa. Lei impiega tutto il film per diventare come ne sto parlando ora. Sono davvero nell'ordine di parlare a priori. E' strano. E' un totale film d'identità. Non si tratta solo di trovare se stessi, ma di essere Ok con chi sei sempre stato e non vergognarsi di essere l'unico a vedere la luce. Si tratta di un enorme fardello e lei è così stentata. E' stata mandata via quando aveva 7 anni e sua madre e suo padre sono stati uccisi davanti a lei. Non stiamo facendo la versione di una fiaba che non avrebbe potuto mai occuparsi di queste cose, dove a mala pena si percepiscono i fatti, ed è come se tutte queste cose sono importanti per i personaggi. Lei sanguina letteralmente per la sua terra e la sua gente, e questo è un concetto cool per me perché in genere solo le altre persone che si prendono cura della gente. E' molto semplice, ma così comune. Ogni giorno vedi persone che non si prendono cura degli altri, e questo film è basato su questo.
D: Pensi che lei abbia imparato ad essere un leader o è nata leader?
R: E' sicuramente un leader nato. Voglio dire, le è stato pompato nelle vene letteralmente, ma le è stato tolto. E' stata derubata di questo.
D: Indossare questi costumi di scena così cool ti aiuta di più ad entrare nel personaggio?
R: Assolutamente. Se ti guardi e non senti che qualcosa che indossi non ti calza a pennello, o se stai per afferrare il coltello e non lo trovi o altro – fondamentalmente (Coleen Atwood) pensa ad ogni dettaglio. E' così indossabile. Ho anche le maniche a sbuffo. In qualche modo riesce a far apparire anche le maniche a sbuffo da maschiaccio. Ho sempre aspettato di concludere personalmente – fondamentalmente quello che sto indossando sotto, come quel vestitino blue, che è molto leggero e fasciato. Sono stata molto contenta che lei avesse qualcosa di pesante, un po' di armatura prima che lei trovi la sua corazza.
D: Come ti sei sentita la prima volta che hai indossato la corazza? Ti sei sentita più prepotente?
R: Si. Questa è la prima cosa che si desidera. Inoltre la mia armatura non ha una grande superficie. Tutti i ragazzi purtroppo hanno alzato le braccia e hanno colpito le loro teste. Sono in grado di correre con la mia. Mi sembra che si adatti meglio sul corpo di una donna. Non lo so, i ragazzi mentre correvano sembravano dei giocattoli, piccoli giocattoli un po' femminili.
D: Sia Biancaneve che Bella hanno avuto delle esperienze traumatiche nei boschi – o condotta lì per morire o perché aveva il cuore spezzato – come confronti queste due esperienze?
R: Bè è divertente. Penso che a Biancaneve manchi sinceramente l'innata paura della morte che tutti abbiamo. Ha una serietà, una feroce sopravvivenza, non le competenze, ma le intuizioni. Non ha paura di niente. Ciò che è più difficile è avere dei sogni e delle speranze con cui hai vissuto tutta la tua vita e poi si frantumano davanti a te. Quindi credo che sia del tutto impossibile confrontare le due esperienze. E so che non ha senso ma non posso paragonarle.
D: Puoi confrontare i film in generale? Ci sono delle similitudini in tutti?
R: Bella e Biancaneve vanno a scoprire entrambe di essere dei leader. Voglio dire, questa è sicuramente una somiglianza. Sono diverse. Sono persone molto molto ma molto diverse. Ma credo anche che ci sia una sorta di passaggio molto simile, tutti gli dicono "no" e ognuna di loro vede la luce. Entrambe sono una sorta di intuizione, di spiritualità, per diverse ragioni sono collegate e il loro destino è sempre una sorta di morte.
D: La tua favola preferita da bambina?
R: Onestamente non ce l'ho – qualcuno me lo ha chiesto l'altro giorno. Mi piaceva il "Libro della Giugnla". Ero ossessionata da questo libro.

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