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domenica 18 maggio 2014

PRIME RECENSIONI ITALIANE DOPO LA PROIEZIONE PER LA STAMPA DI THE ROVER A CANNES -17 MAGGIO


L’outback australiano si presta bene a rappresentare un mondo post apocalittico. Lo ha dimostrato su tutti Mad Max, chiaro punto di riferimento di  David Michod  per The Rover . Un deserto che sembra venire da un altro mondo, un mondo in cui sono passati dieci anni dal misterioso “collasso”, che ha reso quelle terre un nuovo far west senza legge e con scorribande continue di mercenari senza meta precisa. Senza spiegare bene cosa sia accaduto il regista riesce a rappresentare uno stato di ansia generalizzata che avvolge tutto il film, rendendolo credibilmente contemporaneo più che futuristico. Lo sviluppo tecnologico e industriale è arrivato a un punto di non ritorno e sono le materie prime, come le miniere australiane, a rappresentare una nuova corsa all’oro da parte di persone di tutto il mondo. Un Klondike senza speranza e futuro, ma con rassegnata disperazione. Il furto della macchina del protagonista, Guy Pearce, l’ultima cosa rimastagli, scatena la sua caccia febbrile ai tre responsabili. Lungo la strada incontrerà un ragazzo ferito, con problemi mentali, che diventerà un improbabile compagno di viaggio. Un ruolo per Robert Pattinson  che ricorda, chissà se con la stessa funzione nella carriera, quello di Brad Pitt ne L’esercito delle dodici scimmie. Il regno animale con i suoi istinti domina questi lunghi rettilinei desertici interrotti giusto da qualche baracca mezza diroccata o diner asiatici, senza monopolio legale della violenza. Tutti si portano appresso ferite non rimarginate, spesso in senso letterale, che raccontano di una sopravvivenza fatta di istinto, di nervi, in cui si muore per una scusa qualsiasi e ci si imbambola a guardare intontiti un orizzonte lontano e primordiale. The Rover è un film on the road in cui la strada non porta da nessuna parte, in un circuito chiuso e privo di senso razionale così come le vite di chi la percorre. Secco e polveroso, lobotomizzato e rotto da improvvise rasoiate di violenza visiva e uditiva, il film non è particolarmente originale nella vicenda, ma ha una sua impronta stilistica sincopata che cattura, proponendo il solito eccellente Guy Pearce, ma anche un Robert Pattinson che questa volta convince anche per i risultati, oltre che per le intenzioni, nel suo lodevole sforzo di allontanarsi dall’immagine di icona teen.

PRIME RECENSIONI DOPO LA PROIEZIONE PER LA STAMPA DI THE ROVER A CANNES -17 MAGGIO (Aggiornato)


                                                                    Variety


Pearce è davvero impressionante mentre recita nel ruolo di un uomo che si è estraniato dal genere umano, un uomo toccato dalla disgrazia,che occasionalmente sa essere gentile, l’uomo gentile che appunto avrebbe potuto essere se non avesse vissuto tutto ciò che ha vissuto, privato degli istinti selvaggi di sopravvivenza. Ma Pattinson sembra essere la più grande sorpresa del film, sfoggia un accento del sud molto convincente e ha recitato con dignità,un ruolo che avrebbe potuto facilmente essere un appoggio per dare un buon effetto emotivo. Con la sua pronuncia strascicata e i suoi occhi sgranati suggerisce inizialmente la storia degli ultimi giorni di Lennie Small(dal romanzo Uomini e topi di John Steinbeck), anche se in questo caso non parliamo di un ragazzo affetto da ritardo mentale,ma più di una persona socialmente regredita. Un ragazzo fino ad allora iperprotetto che viene gettato in pasto ai lupi. E Pattinson non forza il personaggio,e non esagera per nulla,ma ha costruito una sorta di empatia verso il personaggio che è completamente vincente.

                                                          The Hollywood Reporter

L’interpretazione di Pattinson,nonostante i limiti del personaggio, diventa più interessante man mano che il film procede,suggerendo il fatto che il giovane attore potrebbe effettivamente essere in grado di far funzionare un personaggio fuori dal comune. Ma non scordiamoci di Pearce, che recita nel ruolo del taciturno Eric, dando al personaggio quella spietatezza e quella freddezza di un anti-eroe che si rifiuta di morire prima di potersi vendicare di un crimine,a suo avviso,imperdonabile.
  
                                                                 The Guardian

Michôd crea una buona dose di minaccia ambientale in The Rover; con un Pearce in fremito. Tuttavia ho avvertito una sorta di confusione, e le linee di conflitto e di tensione erano molto vaghe. L’impostazione sul futuro  distopico non aggiunge molto e non ha lasciato spazio all’immaginazione. Ho avuto il sospetto che la sceneggiatura possa essere passata attraverso uno o due bozze, per poi tornare probabilmente al progetto iniziale, quando è stato scelto il cast. Beh, Michôd offre certamente delle menti logorate e una disperazione senza meta.

Screendaily Quando, per gran parte del tratto centrale, il film diventa effettivamente un bizzarro incontro a due per Pattinson e Pearce, The Rover languisce essenzialmente. Eppure, c'è molto da ammirare in questo film, non da ultimo la fusione di alcuni formidabili brutti ceffi, la fatiscenza e la sporcizia ideati dal designer Jo Ford, e il clangore metallico e inquietante di Antony Partos nella colonna sonora.

BuzzSugar Pearce è il punto centrale del film e una presenza forte come al solito, ma Pattinson ha del formidabile nella sua personale interpretazione della parte. Rey è un personaggio poco attraente in un mondo poco attraente, con i denti marci, un brutto taglio di capelli, e, dall’atteggiamento irrequieto scoraggiante, e proprio per questo non ha senso che Pattinson abbia scelto di rendersi brutto e di allontanarsi dalla sua immagine di rubacuori. Se non altro, il ruolo dovrebbe essere una prova lampante,che con il giusto regista e la libertà di potersi liberare del suo personaggio pubblico, Pattinson dimostra di avere reali capacità ed un certo magnetismo sullo schermo. Potrete giudicare voi stessi quando The Rover uscirà nei cinema degli Stati Uniti il 13 giugno.

Vanity Fair Quando lo vediamo per la prima volta,Pattinson è coperto di polvere(come nella maggior parte di volte nel film)mentre stringe forte la pistola sulla ferita alla pancia. Ha i capelli tagliati in un modo poco affascinante,e i suoi denti sono simili a quelli di un fumatore accanito di tabacco.Parla con un acuto accento del sud, e lui è tanto nervoso quanto Pearce è freddo e determinato. In una sequenza accattivante, Pattinson canta in falsetto insieme al coro di Keri Hilson "Pretty Girl Rock."