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sabato 14 giugno 2014

Nuova intervista di Robert con BuzzFeed


Nel mondo tetro di The Rover non c’è praticamente alcun retroscena, nulla conta davvero in questo posto, e conosciamo ben poco del personaggio di Robert Pattinson, Rey, oltre al fatto che lui e suo fratello, più grande di lui  (Scoot McNairy) fanno parte di una banda di teppisti che riescono a venir fuori, in modo molto violento,da un atto criminoso che non vediamo nel film. Un Rey ferito viene abbandonato per motivi opportunistici, e diviene di fatto un ostaggio per Eric (Guy Pearce), la cui auto è stata rubata dagli ex amici di Rey. (Eric vuole seriamente recuperare quella macchina e il motivo verrà svelato solamente nelle ultime battute del film). Nel ruolo di Rey, Pattinson interpreta un  “mezzo scemo “, come lo chiama Eric. Bel lontano dall’Edward Cullen di Twilight, il vampiro delle fantasie adolescenziali.

The Rover è anche il secondo film per  David Michôd nel ruolo di regista, dopo il tanto lodato e provocatorio Animal Kingdom nel 2010. E anche se è ambientato in Australia, la terra d’origine di  Michôd, sia Rey che suo fratello hanno un inspiegabile accento dell’America del Sud. E’ un bene per Pattinson che il ruolo non abbia niente di simile ad  Edward, il personaggio che lo ha reso famoso. Rey all’inizio è molto spaventato, in una scena lo vediamo in posizione fetale. Ma cambia mani mano che il film prende piede(non possiamo descriverlo per non rovinare l’attesa). Scott Foundas per Variety, ha definito l’interpretazione di Pattinson come "interpretazione che ridefinisce una carriera".

In una intervista con BuzzFeed questa settimana a Beverly Hills, Pattinson ha discusso di The Rover (che ha debuttato a Cannes lo scorso mese e sarà rilasciato  a New York e Los Angeles questo fine settimana, e a livello nazionale venerdì prossimo), e della sua carriera post-Twilight. Ha lavorato molto negli ultimi tempi: in Maps to the Stars con David Cronenberg, che ha debuttato al Festival di Cannes, in Queen of the Desert di Werner Herzog, un Life di  Anton Corbijn, e in Idol’s Eye di Olivier Assayas con  Robert De Niro, in quest’ultimo caso non ha ancora iniziato le riprese. A causa di paparazzi e fan ha vissuto parte della sua vita a nascondersi, ma lui non sembra né pensieroso, né torturato. In realtà si affretta a riderci su. Anche perché sembra aver capito in che modo può vivere una vita sana, anche se non particolarmente normale.

Hai un accento meridionale in questo film, così come un certo numero di tic vocali e facciali. Erano già presenti nello script o li hai sviluppati con David Michôd?

Robert Pattinson: E’ un accento del Sud, ma non ha un luogo specifico. Per quanto riguarda i tic e cose simili potevano essere accennati nello script? La verità è che quando ripeti ad alta voce le battute è un po’ come se uscissi dal tuo corpo.

The Rover sembra essere stato difficile da girare. Sembra facesse molto caldo e ci fossero tante mosche?Lo è stato? Pensi sia stato utile per ruolo?

Robert Pattinson: penso sia stato estremamente facile. Penso che la cosa più stressante nei film sia dovuta al cambiamento repentino del tempo. Crea solo panico. In questo caso faceva continuamente caldo. Se l’intenzione fosse stata quella d’interpretare un personaggio pulito, allora sarebbe risultato incredibilmente stressante. L’idea di avere qualcuno lì pronto a ritoccarti il trucco ogni 10 secondi, ma in questo caso in mezzo al fango in realtà non fa alcuna differenza. Reciti contornato dalla sporcizia.